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Psiche & Donna

Puerperio: cos’è? cosa cambia nella donna?

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Tutti sanno che la gravidanza si conclude quando la donna mette al mondo il proprio figlio, ma cosa accade dopo? Come si chiama il periodo successivo al parto?
In questo articolo vorrò entrare subito nel merito precisando che quando si parla di “post-partum” ci riferiamo esclusivamente alle due ore successive al parto. Si definisce, invece, “puerperio” il periodo successivo che ha la durata di circa 6 settimane: il tempo, ovvero, necessario affinché il corpo della donna  ritorni alla situazione antecedente la gravidanza.
Questo periodo è caratterizzato da molti cambiamenti fisici, ormonali e psicologici. Si passa dalla stanza dell’ospedale in cui la puerpera può occuparsi soltanto del proprio piccolo, al tornare a casa e riprendere la quotidianità.

In virtù di questi tanti cambiamenti è possibile affermare che, dal punto di vista psicologico, il puerperio è una fase critica in quanto la donna ha bisogno di tempo per adattarsi al nuovo ruolo di madre che, almeno nelle prime settimane, sembra impossibile da far conciliare a tutto il resto!
 

Ogni donna durante la gestazione immagina i giorni in cui finalmente sarà a casa. Pensa ai momenti in cui potrà tenere il proprio bimbo tra le braccia, eppure la fantasia di questi momenti si scontrerà ben presto con la realtà.
In questo periodo il carico di lavoro che la neo-mamma dovrà affrontare in genere non è immaginato ed è caratterizzato dal predominare della stanchezza che talvolta può essere affiancata da altri sintomi quali agitazione, confusione, crisi di pianto e sentimenti di svalutazione.
Possiamo parlare, quindi, di periodo tutt’altro che idilliaco questo del puerperio!
Un tempo in cui ad essere determinanti saranno i grandi cambiamenti nelle abitudini: la donna si rende conto che le priorità sono da ragiornare e soprattutto  cresce la consapevolezza di essere responsabile di un piccolo individuo che dipende da lei totalmente.
Il bimbo, infatti, attende di essere nutrito, coccolato, curato e amato. Il nuovo membro della famiglia, inoltre, utilizza il pianto per richiamare l’attenzione su di sé, questo modo di comunicare fa provare alla donna tanta incertezza perché non sa il motivo per cui piange, facendo affiorare in lei la paura di non farcela, di non essere all’altezza, di non capire cosa vuole il bambino.


Eppure, la chiave di questo nuovo rapporto è tutta qui: questo è il periodo in cui la mamma e il bambino entrano in relazione e imparano ad amarsi!
Nella prima fase del puerperio (tra i 3 e 15 giorni dopo il parto), accanto ai cambiamenti organizzativi, alla perdita di sonno, riposo e all’allattamento, si verificano una serie di cambiamenti ormonali che, uniti alla stanchezza fisica e psicologica, possono determinare il baby blues o  maternity blues.
Si tratta di una “fase” durante la quale la donna prova tristezza, inquietudine. È importante parlarne con il partner, con i familiari e con un esperto. Di solito questi sintomi si risolvono entro i 15 giorni dopo il parto ma se dovessero persistere è consigliato rivolgersi a un esperto perché si potrebbe incorrere nella  depressione post partum.

 

È importante chiedere aiuto perché più la mamma soffre e si sente inadeguata, meno sarà in grado di prendersi cura del proprio bambino.

 

Se leggendo ti sei riconosciuta, non esitare a contattarci!
La nostra Associazione si prende cura della donna, la accompagna e sostiene durante le varie fasi della gravidanza, del post partum e del puerperio.

Dott.ssa Perilli Nicoletta
Psicologa Psicoterapeuta

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