psicologia 2 gruppo 3
Rubrica sulla Psiche della donna prima e dopo il parto

Psiche & DONNA

Puerperio: cos’è? cosa cambia nella donna?


Tutti sanno che la gravidanza si conclude quando la donna mette al mondo il proprio figlio, ma cosa accade dopo? Come si chiama il periodo successivo al parto?
In questo articolo vorrò entrare subito nel merito precisando che quando si parla di “post-partum” ci riferiamo esclusivamente alle due ore successive al parto. Si definisce, invece, “puerperio” il periodo successivo che ha la durata di circa 6 settimane: il tempo, ovvero, necessario affinché il corpo della donna  ritorni alla situazione antecedente la gravidanza.
Questo periodo è caratterizzato da molti cambiamenti fisici, ormonali e psicologici. Si passa dalla stanza dell’ospedale in cui la puerpera può occuparsi soltanto del proprio piccolo, al tornare a casa e riprendere la quotidianità.
In virtù di questi tanti cambiamenti è possibile affermare che, dal punto di vista psicologico, il puerperio è una fase critica in quanto la donna ha bisogno di tempo per adattarsi al nuovo ruolo di madre che, almeno nelle prime settimane, sembra impossibile da far conciliare a tutto il resto!
Ogni donna durante la gestazione immagina i giorni in cui finalmente sarà a casa. Pensa ai momenti in cui potrà tenere il proprio bimbo tra le braccia, eppure la fantasia di questi momenti si scontrerà ben presto con la realtà.
In questo periodo il carico di lavoro che la neo-mamma dovrà affrontare in genere non è immaginato ed è caratterizzato dal predominare della stanchezza che talvolta può essere affiancata da altri sintomi quali agitazione, confusione, crisi di pianto e sentimenti di svalutazione.
Possiamo parlare, quindi, di periodo tutt’altro che idilliaco questo del puerperio!
Un tempo in cui ad essere determinanti saranno i grandi cambiamenti nelle abitudini: la donna si rende conto che le priorità sono da ragiornare e soprattutto  cresce la consapevolezza di essere responsabile di un piccolo individuo che dipende da lei totalmente.
Il bimbo, infatti, attende di essere nutrito, coccolato, curato e amato. Il nuovo membro della famiglia, inoltre, utilizza il pianto per richiamare l’attenzione su di sé, questo modo di comunicare fa provare alla donna tanta incertezza perché non sa il motivo per cui piange, facendo affiorare in lei la paura di non farcela, di non essere all’altezza, di non capire cosa vuole il bambino.
Eppure la chiave di questo nuovo rapporto è tutta qui: questo è il periodo in cui la mamma e il bambino entrano in relazione e imparano ad amarsi!
Nella prima fase del puerperio (tra i 3 e 15 giorni dopo il parto), accanto ai cambiamenti organizzativi, alla perdita di sonno, riposo e all’allattamento, si verificano una serie di cambiamenti ormonali che, uniti alla stanchezza fisica e psicologica, possono determinare il baby blues o  maternity blues.
Si tratta di una “fase” durante la quale la donna prova tristezza, inquietudine. È importante parlarne con il partner, con i familiari e con un esperto. Di solito questi sintomi si risolvono entro i 15 giorni dopo il parto ma se dovessero persistere è consigliato rivolgersi a un esperto perché si potrebbe incorrere nella  depressione post partum.
È importante chiedere aiuto perché più la mamma soffre e si sente inadeguata, meno sarà in grado di prendersi cura del proprio bambino.

Se leggendo ti sei riconosciuta, non esitare a contattarci!
La nostra Associazione si prende cura della donna, la accompagna e sostiene durante le varie fasi della gravidanza, del post partum e del puerperio.

Dott.ssa Perilli Nicoletta
Psicologa Psicoterapeuta

 

 

 

 

La gravidanza: la nascita della donna come madre

La gravidanza è un periodo di transizione  in cui psiche e soma interagiscono e si influenzano reciprocamente.

Questo periodo non è solo l’attesa della nascita del bambino ma è anche l’attesa della nascita della donna come madre. Esso rappresenta un momento di preparazione psicologica, fisica ed emotiva: costituisce la dimensione più intima della donna.

Simone de Beauvoir nel 1949 sottolinea che la donna “abitata da un altro che si nutre della sua sostanza” durante il tempo della gestazione è insieme se stessa e diversa da sé.

A causa delle modificazioni fisiche, nella gestante si verifica la necessità di riorganizzare l’immagine di sé per assimilare il corpo che si sviluppa nel suo grembo in maniera autonoma: creare uno spazio psicologico al feto è un lavoro notevole e particolarmente impegnativo ma allo stesso tempo necessario per differenziare il figlio dal proprio sé e poter facilitare quella separazione che avverrà al momento della nascita. Di conseguenza la gestazione è una continua trasformazione biologica e psicologica durante la quale la donna riformula l’immagine che ha di sé per arrivare ad una propria definizione che possa includere anche il futuro bambino e il loro rapporto.

Nel corso della gravidanza l’identità della donna oscilla tra l’immagine di sé, che la donna aveva acquisito nelle fasi evolutive antecedenti la gravidanza, l’immagine della figura materna e quella del feto con la quale la futura madre si identifica.

La gravidanza, essendo una situazione innovativa nella vita adulta della donna, è una particolare occasione per una notevole presa di coscienza di sé, dei propri limiti e delle proprie potenzialità  ma allo stesso tempo è un momento carico di rischi e di conflitti.

La gestante rielabora il passato e progetta il futuro; porta ,nella procreazione, tutta se stessa, non solo il corpo ma i pensieri, gli affetti, la sua storia prossima e remota.

La gravidanza diviene uno scenario in cui i protagonisti sono conflitti,fantasie e tendenze appartenenti al passato, soprattutto riguardanti il proprio sé in relazione alle figure familiari.

Inoltre la donna in attesa investe gradualmente il bambino quale individuo separato e, allo stesso tempo, vive parallelamente una totale identificazione con lui.  Nella gestante si instaura un solido rapporto tra realtà e fantasia e si sviluppa una ricca produzione di immagini. Le fantasie si riferiscono sia al proprio bambino sia a se stessa come madre; quindi le immagini prodotte le consentiranno di costruire un senso di continuità tra lei e il bambino.  

Dott.ssa Nicoletta Perilli
Psicologa Psicoterapeuta

 

 

  •  Ammaniti M., La gravidanza tra fantasia e realtà, I l Pensiero Scientifico Editore, Roma 1992
  • Deutch H. , Psicologia della donna vol.I- II, Boringhieri, Torino 1977
  • Vegetti Finzi S., Maternità e identità femminile in Volere un figlio. La nuova maternità fra natura e scienza,
  • Oscar Saggi Mondadori, Milano 1977