Gravidanza e Sclerosi Multipla

LA SCLEROSI MULTIPLA IN GRAVIDANZA

La sclerosi multipla è la più comune malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale.

Alla base di questa malattia vi è un processo di demielinizzazione che determina la degradazione della mielina, sostanza prodotta dagli oligodendrociti responsabile della corretta trasmissione degli impulsi nervosi. Queste aree di perdita di mielina (o «demielinizzazione») dette anche “placche”, possono essere disseminate ovunque negli emisferi cerebrali, con predilezione per i nervi ottici, il cervelletto e il midollo spinale.

 

 L’eziopatogenesi della  malattia è multifattoriale:

  • numerose evidenze indicano che c’è una predisposizione genetica ma questo non significa che la SM sia ereditaria o che venga trasmessa dai genitori ai figli con i propri cromosomi.
  • L’ambiente e l’etnia (latitudine a cui si vive,  gli agenti tossici, la carenza di vit D, l’origine caucasica).
  • Agenti infettivi (batteri, virus) soprattutto contratti durante l'infanzia.

Il dato fondamentale è che il sistema immunitario presenta alterazioni, ovvero, attiva un meccanismo autoimmune, attaccando i componenti del sistema nervoso centrale, scambiandoli per estranei. La SM colpisce i giovani  adulti con un incidenza pari al doppio per  le donne rispetto agli uomini. Questo comporta un maggior rischio di sviluppare la malattia in un periodo in cui si desidera avere una gravidanza.

Recentemente  diversi studi hanno chiarito molti aspetti riguardante la gravidanza in donne con  la SM. Questo ha determinato una maggiore tranquillità nell’affrontare la maternità. Un aspetto molto importante è che durante la gravidanza il sistema immunitario subisce un cambiamento sia di immunosoppressione locale e sia un elevato fenomeno di immunocompetenza materna. Durante la gravidanza, ci sono meccanismi che alterano le sotto popolazioni dei linfociti  T e la loro stessa funzione, con miglioramento dell’attività clinica della malattia. Infatti, essendo la SM mediata dall’attività dei linfociti T, si può dire che nella maggior parte dei casi la gravidanza  tutela la donna dall’attivazione della malattia.

 Aumento degli ormoni: estrogeni, progesterone, prolattina, glucocorticoid.

  • Produzione di proteine  immunoregolatorie.
  • Risposta immunitaria non cellula mediata ma immunoglobulinica  da Th1  a Th2.
  • Cambiamenti delle citochine IFN-T e IL-10

Le suddette modifiche contribuiscono all’azione protettiva della gravidanza sull’attività della SM.

STUDI CLINICI 

Lo studio multicentrico europeo chiamato  PRISM ( pregnancy in multiple sclerosis 1998 e 2004).

Studio prospettico ed osservazionale nell'ambito dell'effetto della gravidanza e lo stato post partum sul decorso della malattia, insieme a quella dell'allattamento e analgesia epidurale. I risultati sono stati significativi per una riduzione dell'attività della malattia per tutti i nove mesi di gravidanza ed una ripresa nel primo trimestre del puerperio.

Un altro studio chiamato Pregnancy,delivery, and birth outcome in women with multiple sclerosis 2005.

Gli autori hanno valutato la gravidanza, il parto ed out-come neonatali il risultato è stato che le donne gravide con SM hanno maggiore probabilità di avere bisogno di metodiche d'induzione al travaglio, e assistenza al parto con applicazione di ventosa. Le cause sembrano essere  attribuite alle problematiche riguardanti la malattia come la debolezza muscolare, perineale e spasticità.  Inoltre le donne con SM partoriscono neonati più piccoli rispetto all'epoca gestazionale questo per cause attribuite ad alterazioni nelle funzioni di tube e utero per disfunzioni neuronali in organi pelvici.

Studio clinico sull'allattamento

Chiamato  Breastfeeding is not related to postpartum relapses in multiple sclerosis 2011. I dati  emersi non hanno  dimostrato che c'è correlazione con alle ricadute. Gli autori sono concordi nel dire che l'allattamento non costituisce un fattore protettivo sul rischio di ricadute dopo il parto. Ad ogni buon conto per i casi in cui hanno avuto un'elevata attività di malattia prima della gravidanza si consiglia la rinuncia all'allattamento e la ripresa della terapia per la SM. A differenza degli altri casi in cui si lascia decidere alla mamma per allattare solo nel primo mese di vita del bambino.

Modalità di parto

Le linee guida internazionali indicano che la SM non è indicazione assoluta al taglio cesareo, la scelta del parto viene effettuata con il proprio team in base alle singole situazioni e a come si presentano la madre o il bambino alla fine della gravidanza e al momento del travaglio parto.

Se le condizioni lo consentono è  possibile optare per il parto spontaneo senza avere ripercussioni. Quello che si raccomanda è di essere  seguite e monitorate durante la gravidanza ed il travaglio parto da parte di persone esperte che conoscono la malattia. Per le donne sottoposte a taglio cesareo , riguardo  alla scelta del tipo di anestesia  si deve tener conto del tipo di SM del quale la paziente è affetta, della terapia in corso, del grado di coinvolgimento neurologico e della presenza di attacchi acuti in atto. Mentre riguardo alla gestione dell'anestesia, la spinale è associata  all'aumento delle ricadute, a differenza della epidurale in cui il farmaco viene iniettato nel grasso epidurale che è localizzato più superficialmente e per il quale la concentrazione di anestetico locale che viene a contatto con la sostanza bianca può considerarsi trascurabile. L’anestesia generale offre la possibilità  di  esercitare un monitoraggio della ventilazione della paziente.

Un ottima indicazione prima del taglio cesareo è valutare la funzionalità respiratoria mediante la spirometria, che,  rappresenta un esame fondamentale, in quanto la demielinizzazione, può colpire la sostanza bianca a livello del bulbo dove risiedono i centri autonomi del respiro.

La presa in carico

La donna gravida con SM deve essere seguita da un equipe multidisciplinare, il team di persone esperte composte dal neurologo, il ginecologo, l'ostetrica, lo psicologo, l'anestesista, il fisiatra, il fisioterapista, interagiscono sostenendo  la donna. Non è facile per una donna affetta da SM, malattia che spesso è progressivamente invalidante intraprendere il percorso della maternità. Le donne che hanno la SM sono invase da dubbi e preoccupazioni e cercano informazioni, sostegno e rassicurazioni in merito a prendere decisione di avere un bambino.
Le domande più frequenti che una donna con SM si pone, sono:

  • Potrò avere un figlio?
  • Posso trasmettere la SM a mio figlio?
  • La gravidanza peggiora la mia malattia?
  • Posso partorire naturalmente?
  • Posso Allattare?
  • Posso tenerlo in braccio?
  • Quando non starò bene chi si prenderà cura di lui....e tante altre domande ancora.

A volte basta parlare con le donne, far capire loro quali sono le proprie potenzialità e come possono interagire con la problematica per ritrovare la fiducia in se stesse. Molto spesso chi è ammalato si sente diverso dagli altri ed ha paura anche delle cose più banali.

La gravidanza è un processo naturale e non va vissuto come una malattia. Molto dipende da quello che credi o da quello che vogliono farti credere...

 

Fonte: AISM (associazione italiana sclerosi multipla)

Per informazioni

Cell.: 388 1406417 - 335 7124676